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Un tetto verde sull’edificio comunale di via Cavellini / Fasser a Sanpolino

23-02-24

Il tetto verde pilota, strumento sperimentale di adattamento ai cambiamenti climatici, è il primo su un fabbricato di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Brescia

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Nel fabbricato di proprietà comunale, che si trova in via Cavellini / Fasser nel quartiere Sanpolino, sono iniziati i lavori per il rifacimento della copertura dell’edificio, la realizzazione di un giardino pensile e il rifacimento dell’impianto fotovoltaico collegato.

I tre interventi sono in sequenza temporale fra loro e dovrebbero concludersi entro l’estate; sono finanziati in parte con fondi propri dell’amministrazione comunale e in parte con risorse esterne, per un ammontare complessivo di 584.200 euro.

In particolare, l’implementazione del tetto verde s’inserisce all’interno di Un Filo Naturale, la Strategia di Transizione Climatica del Comune di Brescia supportata da Fondazione Cariplo, progetto che prevede la realizzazione di tetti verdi pilota come strumento di adattamento ai cambiamenti climatici. Quello di Via Cavellini / Fasser sarà il primo giardino pensile su un fabbricato di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Brescia.

I 3 progetti d’intervento e lo stato attuale dell’edificio di housing sociale

L’edificio a destinazione residenziale è stato realizzato negli anni 2006-2007 all’interno del Piano di Zona Sanpolino e comprende 38 alloggi di housing sociale, attualmente quasi tutti abitati, distribuiti su tre vani scala e su tre livelli fuori terra. Il piano terra è parzialmente occupato dall’Ufficio di zona Est. Sono inoltre presenti un’autorimessa interrata dotata di cantine e posti auto e una copertura piana e praticabile, alla quale approda uno soltanto dei tre vani scala con annesso ascensore (via Fasser 24), a sua volta protetto da una pensilina piana in cemento armato.

Attualmente, il lastrico della copertura dell’edificio è interessato da un generale degrado edilizio e impiantistico. Ne conseguono infiltrazioni d’acqua verso gli alloggi sottostanti, a cui recentemente si è dovuto ovviare con rappezzi di manto bituminoso nella porzione nord-ovest della copertura (estesa 180 mq circa), maggiormente interessata dal degrado. I manufatti in cemento (parapetti, comignoli, torrini, volumi tecnici dei vani ascensore, gronde sporgenti dalla copertura) sono rivestiti da uno strato di doppia guaina ardesiata, che si presenta ammalorata in più punti. L’impianto meccanico di estrazione forzata dell’aria dai locali domestici risulta obsoleto e in parte non funzionante, oltre che fonte di rumori e vibrazioni. L’impianto fotovoltaico al servizio delle parti comuni è stato negli ultimi anni oggetti di rilevanti danneggiamenti causati da eventi atmosferici eccezionali come grandinate e trombe d’aria.

I tre progetti d’intervento riguardano:
• la manutenzione straordinaria edile e impiantistica, consistente nel rifacimento degli strati di protezione del solaio di copertura e dell’impianto di estrazione forzata dell’aria;
• la realizzazione di un tetto verde di tipo estensivo;
• lo smantellamento e il rifacimento dell’impianto fotovoltaico al servizio delle parti comuni.

Complessivamente verranno spesi:
– 445.000 euro per la manutenzione straordinaria edile e impiantistica (risorse comunali);
– 110.000 euro per la realizzazione del tetto verde, di cui: 21.800 euro finanziati da Fondazione Cariplo e 88.200 euro mediante risorse comunali
– 29.200 euro per l’impianto fotovoltaico (risorse comunali).

Gli interventi hanno avuto origine dalla constatazione dello stato di degrado manutentivo della copertura dell’edificio. Lo spirito con cui si è approcciata la tematica progettuale è stato quello di riqualificare l’edificio non soltanto rimuovendo le condizioni di disagio presenti, ma provando ad apportare un sensibile miglioramento del comportamento termoigrometrico dell’involucro superiore dell’immobile, anche in un’ottica di rigenerazione del patrimonio edilizio in chiave di transizione ecologica ed energetica.

Il tetto verde pilota, strumento sperimentale di adattamento ai cambiamenti climatici

L’esigenza di effettuare un intervento di manutenzione straordinaria su un immobile di proprietà comunale si è rivelata un’occasione importante per dotare l’edificio di un giardino pensile, il primo su un fabbricato di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Brescia.

La realizzazione di giardini pensili all’interno di contesti urbani nasce dall’esigenza di migliorare la gestione e la conservazione dell’acqua piovana, alla luce dei sempre più diffusi eventi atmosferici estremi che caratterizzano il nostro tempo. Oggi, la relazione tra insediamenti urbani e clima è infatti inasprita dal manifestarsi di periodi di siccità prolungati alternati a periodi caratterizzati da piogge intense. In aree densamente urbanizzate la difficoltà di gestione dell’acqua deriva non soltanto dall’entità di fenomeni particolarmente eccezionali, ma soprattutto dalla grande quantità di superfici impermeabili che non permettono l’infiltrazione di acqua nel terreno.

Da qui l’idea di sfruttare una grande superficie artificiale come la copertura di un edificio residenziale per restituirle permeabilità e migliorare la gestione dell’acqua su di essa, con l’obiettivo di mitigare gli effetti delle bombe d’acqua e di fungere da vasca di laminazione dinamica per la raccolta dell’acqua piovana, riutilizzandola per l’irrigazione della superficie erbosa soprastante.

La minor dispersione di calore durante la stagione invernale, ma soprattutto una diminuzione della temperatura della copertura nei periodi estivi, consentono una sensibile riduzione dei costi energetici per la gestione delle temperature interne dell’edificio. Allo stesso modo, le coperture a verde costituiscono una protezione ideale per i pacchetti d’isolamento termico e idraulico della copertura, garantendone una maggior durata, salvaguardandone la funzionalità e mantenendone il valore economico ed ecologico per lo smaltimento.

L’intervento consentirà inoltre di ridurre l’isola di calore urbana, nello specifico la temperatura dell’estradosso della copertura passerà dai 50-85 °C rilevati sui materiali artificiali impermeabili (variabili a seconda della tipologia di manti che possono essere da sintetici chiari a bituminosi scuri) ai 25-30 °C normalmente registrati sulle coperture verdi.

Altrettanto importante risulta essere l’abbinamento di tetto verde e impianto fotovoltaico, dal momento che le prestazioni dell’impianto migliorano al diminuire della temperatura della superficie su cui insistono. Un altro aspetto altrettanto vantaggioso consiste nella capacità della vegetazione di catturare e trattenere le sostanze inquinanti e più nello specifico i particolati sottili che col tempo sedimentandosi sulle superfici dei pannelli possono diminuire i rendimenti dell’impianto.

Un sistema solare fotovoltaico e un tetto verde sono dunque perfettamente compatibili perché da un lato si vanno a migliorare le prestazioni dei pannelli solari, mantenendo le temperature più basse, dall’altro la vegetazione sul tetto beneficia delle aree ombreggiate che vengono create dai pannelli solari, provocando un aumento naturale della biomassa e, in alcuni casi, anche un’estensione del numero di specie di piante e della biodiversità.

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Nasce l’Associazione Fondiaria Monte Maddalena

23-11-2023

Dopo un percorso condiviso di circa un anno si costituisce oggi, 23 novembre 2023, l’Associazione Fondiaria Monte Maddalena per la gestione forestale responsabile dei boschi del territorio Comunale di Brescia.

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Un futuro condiviso per la montagna dei Bresciani: nasce l’Associazione Fondiaria “Monte Maddalena” per promuovere la gestione forestale associata tra proprietari pubblici e privati

Nell’ambito di Un Filo Naturale, la Strategia di Transizione Climatica del Comune di Brescia supportata da Fondazione Cariplo, cofinanziata anche da Regione Lombardia, il Comune di Brescia ha voluto promuovere un’azione di contrasto all’abbandono dei boschi della montagna che sovrasta la città, tramite un progetto specifico di gestione forestale responsabile basata sulla costruzione di un modello di Governance associata.

La funzione protettiva dei boschi sul Monte Maddalena per potenziare l’adattamento ai cambiamenti climatici

Gli effetti della crisi climatica sono evidenti anche sui boschi delle colline attorno alla città: considerando gli eventi meteorologici eccezionali sempre più frequenti e l’incremento dei periodi di prolungata siccità, sono aumentati i rischi dovuti al dissesto idrogeologico e agli incendi boschivi. Questi problemi sono inoltre aggravati dall’abbandono dei boschi: poiché le attività selvicolturali non sono più redditizie, proprietari pubblici e privati faticano ad attuare interventi di manutenzione. 

Se correttamente gestiti però, i boschi periurbani possono avere una funzione protettiva rispetto alle aree urbanizzate, garantendo la protezione dei versanti e contribuendo a mitigare le conseguenze delle calamità naturali.

L’Associazione Fondiaria Monte Maddalena, 253 ettari secondo gli indirizzi tecnici del Parco delle Colline, è aperta a nuove adesioni

L’azione 2.4 prevista da Un Filo Naturale ha permesso di ottenere 238 mila euro, risorse utilizzate per creare l’Associazione Fondiaria finalizzata alla gestione forestale associata tra proprietari pubblici e privati, per pianificare e attuare interventi di controllo della necromassa forestale e di miglioramento dei boschi e per convertire i boschi presenti in foreste d’alto fusto, prossime alla vegetazione potenziale del luogo e maggiormente adatte all’evoluzione climatica in atto, secondo gli indirizzi tecnici del Parco delle Colline.

Si è scelto di adottare la forma dell’Associazione Fondiaria, introdotta con la Legge Regionale 9 del 2019, alla quale hanno aderito tre soggetti pubblici, per una superficie di 139 ettari, e tre soggetti privati, per una superficie di 114 ettari, per un totale di 253 ettari.

Con la riunione della prima assemblea degli associati, la sottoscrizione dell’atto costitutivo e dello Statuto e con la nomina degli organi di governo (Consiglio direttivo, Presidente e Segretario) l’Associazione Fondiaria potrà essere operativa e potrà redigere un “piano di gestione” razionale dei boschi e mettere in atto i primi interventi di miglioramento forestale, secondo le priorità assegnate. Costituita l’Associazione, la stessa sarà aperta a nuove adesioni per realizzare un percorso virtuoso di valorizzazione delle risorse boschive.

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Raccontare il cambiamento climatico: i vincitori del contest fotografico di Fondazione Cariplo “F2Click. Obiettivo Clima”

9-11-2023

Gli scatti esposti in una mostra diffusa outdoor a Brescia da metà novembre. Tra i temi ricorrenti: la siccità, lo scioglimento dei ghiacciai, l’inquinamento urbano, le conseguenze degli eventi climatici estremi, il conseguente impatto sulla fauna locale e l’attivismo dei cittadini.

contest fotografico di Fondazione Cariplo F2Click Obiettivo Clima

Fondazione Cariplo annuncia i vincitori del concorso fotografico “F2Click. Obiettivo Clima”: 27 cittadini e gli studenti di una scuola superiore sono gli autori degli scatti che hanno saputo raccontare al meglio tramite l’obiettivo di una fotocamera l’impatto del cambiamento climatico nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Monza e Brianza, Mantova e Varese.

Selezionati dalla giuria, composta dai professionisti della fotografia Fabiano Ventura, Sara Melotti e Denis Curti, i vincitori sono: Tiziano Pedroni, Simone Acquaroli, Roberto Serra, Pier Giorgio Keller, Paola Capitanio, Noemi Colombo, Nicola Massella, Michela Locatelli, Mauro Lanzini, Maurizio Teruzzi, Maria Francesca Napoli, Marco Corso, Luca Ranchetti, Ivan Scellato, Graziano Perotti, Gianpiero De Angeli, Gianfranco Archetti, Giacomo Paraninfo, Francesca Sangunetti, Elio Longhi, Clizia Gagliardi, Claudio Compagni, Bruno Vittorio Belotti, Armando Bottelli, Alessandro Dumassi, Alberto Bastianon, Albachiara Papi e gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Giuseppe Meroni (Lissone).

“La forza comunicativa di una fotografia vale più di mille parole; se poi utilizzata per coinvolgere e sensibilizzare la società civile sugli effetti dei cambiamenti climatici assume un valore ancora maggiore” commenta Ventura.

“Per guardare le immagini è necessario predisporsi all’incontro. Aprirsi agli altri. Ogni scatto è veicolo di tanti sentimenti insieme: segreti, bisogni, sogni, desideri ma anche paure e contraddizioni. Queste le sensazioni provate durante il lavoro di giuria. Queste le emozioni trasmesse dai fotografi e dalle loro immagini” commentano Curti.

“Le immagini sono strumenti potenti: possono toccare le coscienze e plasmare la percezione che abbiamo della realtà. Mi auguro che queste fotografie riusciranno a far riflettere chi le guarderà” commenta Melotti.

Tra i temi ricorrenti degli scatti vincitori vi sono la siccità, lo scioglimento dei ghiacciai, l’inquinamento urbano, le conseguenze degli eventi climatici estremi, l’impatto sulla fauna locale e l’attivismo dei cittadini. Queste fotografie vanno così a delineare un atlante dei segni del cambiamento climatico visti con gli occhi di chi vive il territorio e verranno esposti in una mostra diffusa outdoor da metà novembre lungo le strade dei territori di Bergamo, Brescia, Mantova, Lentate sul Seveso, Cesano Maderno, Comunità Montana Valli del Verbano, dove sono in corso le sei Strategie di Transizione Climatica sostenute da Fondazione Cariplo nell’ambito della Call for Ideas “Strategia Clima”, e per le vie del Comune di Milano.

Le fotografie selezionate, per quanto riguarda il territorio bresciano, verranno affisse nei punti indicati dalla mappa presente a questo link.

Fondazione Cariplo si riserva inoltre di assegnare in maniera unanime il Premio Menzione speciale Ambassador F2C a quattro fotografie, una per ogni categoria del contest – trasformazione del territorio e relative conseguenze delle scelte urbanistiche, rapporto uomo-natura e rischi per il mantenimento della biodiversità, attivismo dei cittadini, azioni di adattamento e mitigazione delle istituzioni locali. Le fotografie selezionate potranno inoltre essere proposte per l’esposizione in festival nazionali e internazionali.

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Spazi Attivi, al via la fase di co-progettazione

26-10-2023

Incontri, passeggiate e laboratori per rendere Viale Piave e la Zona del Carmine luoghi più belli, accoglienti e resistenti al cambiamento climatico

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​​​SpaziAttivi è un percorso partecipativo organizzato da Urban Center Brescia, con il coinvolgimento dei consigli di quartiere e le associazioni della città, per individuare spazi aperti urbani adatti a possibili trasformazioni in luoghi di aggregazione sociale, attraverso interventi di riqualificazione urbana e di adattamento al clima che cambia.

Conclusa la fase di esplorazione partecipata, svoltasi nell’arco dell’anno 2022, sono stati individuati con i consigli di quartiere e le associazioni, spazi aperti urbani da trasformare in luoghi di aggregazione sociale, attraverso interventi di riqualificazione urbana; da giugno a settembre 2022, nello spazio di Urban Center Brescia, è stata allestita una mostra delle 56 proposte pervenute.

Oggi Urban Center Brescia apre le porte alla città per la co-progettazione in chiave di resilienza climatica e sociale delle due seguenti aree:

  • VIALE PIAVE: area compresa tra le scuole Carducci e Ungaretti e la piastra sportiva (Quartiere di Porta Venezia)
  • ZONA CARMINE: area compresa tra il Cinema Eden e la Scuola Primaria Muzio Calini tra Via Nino Bixio e via delle Battaglie. Quartiere Centro Storico Nord)

In programma gli incontri per rendere Viale Piave e la Zona del Carmine luoghi più belli, accoglienti e resistenti al cambiamento climatico. Cittadini e cittadine, studenti e studentesse, insegnanti, commercianti, associazioni possono progettare gli interventi insieme al Comune di Brescia e agli architetti e alle architette dello Studio ECÒL:

  • INCONTRO DI APERTURA
    17/11/23 venerdì, h. 18 – Mo.Ca – Informagiovani – sala Alberi, via Moretto 78
  • PASSEGGIATE ESPLORATIVE
    18/11/23 sabato, h. 10 entrata scuola Giosuè Carducci (per la zona di Viale Piave) sabato, h. 14 entrata scuola Muzio Calini (per la zona del Carmine)
  • LABORATORI DELLE IDEE
    30/11/23 giovedì, h. 18 – Mo.Ca – Informagiovani – sala Alberi, via Moretto 78
    (per la zona di Viale Piave) ​
    01/12/23 venerdì, h. 18 – Mo.Ca – Informagiovani – sala Alberi, via Moretto 78
    (per la zona del Carmine)

E’ possibile iscriversi agli eventi tramite il form disponibile a questo link.

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Kick-off meeting CLIMATEFIT presso la Copenaghen Business School

14-10-2023

Mercoledì 11 e giovedì 12 ottobre 2023 il Comune di Brescia ha partecipato al kick-off meeting CLIMATEFIT, progetto coordinato dalla World Climate Foundation di Copenhagen e finanziato dalla Commissione Europea

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Mercoledì 11 e giovedì 12 ottobre 2023 il Comune di Brescia ha partecipato al kick-off meeting CLIMATEFIT, progetto coordinato dalla World Climate Foundation di Copenhagen e finanziato dalla Commissione Europea

Il progetto è iniziato lo scorso 1° settembre e mira a sostenere i territori del consorzio nel loro percorso di trasformazione verso la resilienza climatica, colmando il gap finanziario esistente e offrendo così un’opportunità significativa per promuovere investimenti innovativi in materia di resilienza nei territori vulnerabili dell’UE e per aumentare la competitività e la leadership dell’UE in un mercato in crescita. L’idea è quella di fornire alle Pubbliche Amministrazioni una visione critica che possa costruire capacità interne per riuscire a identificare e attrarre varie fonti di finanziamento pubbliche e private e degli Enti di Finanziamento e Investimento, identificando opportunità di investimento nell’ambito della resilienza.

Il Comune di Brescia sarà uno dei 4 territori su cui verrà creata e testata una strategia di investimento innovativa per l’adattamento ai cambiamenti climatici della città

Brescia mira a moltiplicare le azioni incluse nella Strategia STC e coerenti con le politiche di adattamento dell’UE: tetti e pareti verdi e azioni di drenaggio urbano sostenibile. La Strategia di Transizione Climatica identifica le aree più a rischio, le mappe di vulnerabilità ed esposizione e le priorità per implementare gli interventi di adattamento. Le fonti di finanziamento esplorate sono Fondazione Cariplo, Ministero della Transizione Ecologica (MITE), Regione Lombardia e fondi UE. Altri attori locali interessati a far parte di una task force locale sono l’Università, il Museo di Scienze Naturali, l’Ong Ambiente Parco, il Parco Naturale locale, Urban Center Brescia, Banca Etica e altri. Il Comune ha attivato una co-progettazione dedicata al design urbano e alle NBS, azioni di citizen science e potrebbe coinvolgere banche, fornitori di servizi finanziari come Banca Popolare Etica e ICCREA (partner associati), una piattaforma di crowdfunding, sviluppatori immobiliari e proprietari di case.

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Palestra Liceo Calini, al via la realizzazione del tetto verde Un Filo Naturale

29-09-2023

Palestra Liceo Calini, al via la realizzazione del tetto verde Un Filo Naturale, grazie a un accordo di collaborazione tra Comune e Provincia di Brescia

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Palestra Liceo Calini, al via la realizzazione del tetto verde Un Filo Naturale, grazie a un accordo di collaborazione tra Comune e Provincia di Brescia

Il nuovo tetto verde a copertura della palestra del Liceo scientifico statale “A. Calini” di Brescia sarà pronto entro l’anno. La realizzazione dell’opera – il cui quadro economico complessivo è di circa 80 mila euro, suddivisi tra Comune per 66 mila euro e Provincia per 14 mila euro – è stata affidata a Brescia Infrastrutture e rientra tra gli interventi di Un Filo Naturale, la Strategia di Transizione Climatica del Comune di Brescia supportata da Fondazione Cariplo.

L’azione di adattamento ai cambiamenti climatici, di carattere sperimentale, prevede la realizzazione di alcuni tetti verdi pilota su edifici di proprietà pubblica e l’elaborazione di strumenti condivisi, utili per la loro diffusione. In particolare è stato eseguito uno studio botanico funzionale a definire specifiche linee guida di progettazione del verde in chiave resiliente e a favorire l’aumento della biodiversità nella città attraverso la costruzione di nuovi habitat urbani.

“Gli eventi estremi, quali alluvioni, siccità e ondate di calore, sono in aumento a causa del cambiamento climatico. È ancora vivido nella memoria il ricordo dei nubifragi che hanno sferzato il Nord Italia lo scorso maggio e che hanno causato ingenti allagamenti e disagi anche nella città di Brescia. I territori e le città devono adattarsi velocemente per affrontare questi fenomeni e gli interventi Nature Based Solution, come il tetto verde sulla copertura della palestra, contribuiscono a farlo. Con le Strategie di Transizione Climatica sostenute da Fondazione Cariplo, tra cui Un Filo Naturale, gli enti coinvolti svilupperanno iniziative che, oltre ai singoli interventi, permetteranno di ripensare il proprio territori in chiave climatica a partire dalla pianificazione e dal coinvolgimento dei cittadini.” afferma Elena Jachia, Direttrice Area Ambiente Fondazione Cariplo.

I lavori per la realizzazione della copertura rivestita di vegetazione si svolgeranno in autunno e il tetto verde per la palestra del Liceo di Via Monte Suello 2 sarà pronto entro l’anno. L’opera, di circa 550 mq di superficie, consiste nella posa di un sistema verde pensile estensivo a prato, con una miscela di almeno 20 specie di graminacee, dicotiledoni perenni e annuali, su una base di terra mediterranea: la presenza di una grande varietà di perenni conferisce a questo sistema una maggiore resilienza.

Oltre all’estetica della copertura che varia nel corso delle stagioni, il tetto verde pilota di Un Filo Naturale vuole apportare numerosi vantaggi: dalla mitigazione del microclima alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e sonoro, alla crescita della biodiversità.
L’installazione di un impianto d’irrigazione completo di centralina elettronica programmabile rain-stop permetterà inoltre, insieme al sistema di pozzetti di controllo, risparmio idrico e una gestione ottimale del deflusso delle acque.

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Interventi di riforestazione e costituzione di nuovi habitat

7-09-2023

Coinvolte le aree di via Malga Bala, via San Polo e via delle Gabbiane

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Presentati gli interventi di riforestazione e costituzione di nuovi habitat nelle aree di via Malga Bala, via San Polo e via delle Gabbiane (quartiere San Bartolomeo), a Brescia. Le aree ricadono nella rete ecologica del Comune di Brescia, interessano due corridoi ecologici (il fiume Garza e il fiume Mella) e si trovano all’interno del perimetro del Parco delle Colline (lotto San Bartolomeo) e del Parco delle Cave. Il progetto ha previsto la piantumazione di piantine forestali e piante a pronto effetto, sia di tipo arboreo che di tipo arbustivo; tra i lotti di via San Polo e di via delle Gabbiane sono state messe a dimora 10.755 piantine forestali e 202 piante a pronto effetto.

L’area interessata dall’intervento è suddivisa in tre lotti. Il primo, situato in via Malga Bala, ha un’estensione di 3,5 ettari. Il secondo, in via San Polo, comprende un’area di circa 6 ettari, distribuiti tra le fermate della metropolitana di San Polo e quella di San Polo Parco. Il terzo, che si estende per circa 1 ettaro, si trova in via delle Gabbiane, nel quartiere San Bartolomeo. Le aree ricadono nella rete ecologica del Comune di Brescia, interessano due corridoi ecologici (il fiume Garza e il fiume Mella) e si trovano all’interno del perimetro del Parco delle Colline (lotto San Bartolomeo) e del Parco delle Cave.

Il progetto ha previsto la piantumazione di piantine forestali e piante a pronto effetto, sia di tipo arboreo (70%) che di tipo arbustivo (30%). Tra i lotti di via San Polo e di via delle Gabbiane sono state messe a dimora 10.755 piantine forestali e 202 piante a pronto effetto. In via Malga Bala il numero di piante è pari a 988 forestali e 25 pronto effetto. Tutto il progetto è stato realizzato usando diverse specie vegetali che hanno permesso di implementare le strutture verdi. Le piantine forestali necessitano di un supporto, detto shelter. Il progetto ha previsto l’utilizzo di shelter biodegradabili e di plastica. Per questi ultimi è prevista la rimozione entro i 3 anni dalla messa a dimora della pianta. Nel lotto di via Malga Bala sono stati installati anche dei dischi di tessuto pacciamante in corrispondenza di ogni piantina, per mantenere una corretta umidità del terreno.

La manutenzione della forestazione prevede sfalci periodici e irrigazione per i primi tre anni dalla messa a dimora. Il numero di sfalci annuali è variabile a seconda delle condizioni meteorologiche. La gestione prevede in ogni caso un numero di sfalci non troppo elevato per avere un basso impatto sulla biodiversità e per permettere il mantenimento dell’umidità nel terreno.
Il metodo di irrigazione non risulta essere omogeneo. Nei lotti di via Malga Bala e via delle Gabbiane si procede usando una botte di irrigazione. Nel lotto di via San Polo, invece, si irriga sia attraverso il metodo della botte di irrigazione sia attraverso lo scorrimento. La manutenzione terminerà dopo tre anni dalla piantumazione, quando il sistema sarà in grado di autosostenersi, e verranno sostituite eventuali perdite.

La riforestazione urbana apporta molteplici vantaggi, trasformando Brescia sempre più in una “città oasi” con ampia disponibilità di ombra e per migliorare il microclima urbano, contribuendo anche allo stoccaggio di gas climalteranti. Quest’ultima funzione sarà molto importante quando la pianta diventerà adulta poiché solo allora presenterà un bilancio di carbonio positivo, diventando così carbon-sink.
Ma anche la creazione di una “città spugna” in grado di restituire permeabilità al suolo aumentandone il drenaggio e di una “città per le persone” che crea spazi belli, vivibili e sicuri per garantire il diritto alla salute, alla mobilità lenta, all’incontro. La presenza di aree forestate mitiga gli effetti dei fenomeni atmosferici di elevata intensità e riduce il pericolo da inquinamento atmosferico, aumentando in maniera diretta la qualità della vita in città.

L’area di San Polo è stata inclusa nel progetto del “Bosco dei nuovi nati negli anni 2022, 2023 e 2024” in attuazione della Legge 113/1992 «un albero–un nato» e nell’ambito della Strategia di Transizione Climatica Un Filo Naturale, sostenuta da Fondazione Cariplo, con la finalità di contribuire al contrasto del cambiamento climatico e di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di implementare e tutelare gli habitat urbani, inaugurato il 4 maggio 2023. Il parco è stato intitolato a Marie Curie (1867-1934), che vinse due Premi Nobel per la fisica e per la chimica in seguito alla scoperta del Radio e del Polonio, e alla figlia Irène Joliot-Curie (1926-1956), che continuò gli studi della madre riuscendo a isolare elementi radioattivi naturali.
La spesa totale dei lavori è pari a 271.572 euro. Per la manutenzione dei prossimi tre anni, sarà necessario un investimento pari al 60% della spesa totale già effettuata, per un totale di circa 160 mila euro.

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Un Filo Naturale presentato a ECCA 2023, il più importante evento europeo sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici

18-06-2023

In programma a Dublino, dal 19 al 21 giugno, ECCA (European Climate Change Adaptation Conference), la 6° edizione della conferenza biennale sull’adattamento ai cambiamenti climatici

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È in programma a Dublino, dal 19 al 21 giugno, ECCA (European Climate Change Adaptation Conference), la 6° edizione della conferenza biennale sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Durante il corso dell’evento, all’interno della hall dedicata ai poster, è prevista la presentazione di Un Filo Naturale, la Strategia di Transizione Climatica del Comune di Brescia supportata da Fondazione Cariplo.

Nell’area tematica “Nature-based solutions”, saranno illustrate al pubblico le principali soluzioni basate sulla natura previste dalla Strategia di Transizione Climatica del Comune di Brescia e in particolare: la misura di riforestazione urbana (Azione 2.7), il rinnovo delle alberature stradali (Azione 2.3), la de-pavimentazione e la creazione di un’area oasi in Via Metastasio (Azione 2.1) e la realizzazione di un tetto verde pilota in un edificio pubblico in Via Cavellini (Azione 2.2).

Il poster presenterà quanto sta realizzando la città di Brescia ad un pubblico internazionale di oltre 500 esperti di adattamento al cambiamento climatico, ricercatori, giornalisti, politici e amministratori locali da tutta Europa, nonché aziende private, investitori e numerose associazioni non-governative, di cittadini e di giovani. Il progetto sarà raccontato di persona dai ricercatori del CMCC (Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), presenti come delegazione di Un Filo Naturale, di cui sono partner di progetto.

La conferenza ECCA, che rappresenta il più grande evento sull’adattamento al cambiamento climatico in Europa, è organizzata nell’ambito del progetto MAGICA, finanziato dal programma di ricerca della Commissione Europea “Horizon Europe” e coordinato dal CMCC. Co-organizzato da JPI Climate e ospitato dal University College di Cork e MaREI presso il Castello di Dublino, ECCA ha l‘obiettivo di presentare gli esempi reali di misure di adattamento più significativi e all’avanguardia, per un’Europa resiliente ai cambiamenti climatici.

Nel comitato organizzatore dell’evento c’è il CMCC, partner di progetto di Un Filo Naturale e responsabile dell’analisi della variabilità climatica – ovvero lo studio del clima passato, presente e futuro della città di Brescia, rispetto a cui sono state identificate e programmate le azioni progettuali – e delle azioni di divulgazione scientifica e networking internazionale.

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