Skip to main content

IL PESO DELLE NUVOLE

Davide Dicorato

Dal 19 maggio al 25 agosto 2023

Il peso delle nuovole – Communication material_WebBanner1_V3

L’inquietudine, la pesantezza e il senso di colpa crescente legato al rapporto tra l’uomo e la natura giacciono dentro ognuno di noi. Negli ultimi anni a questo senso di malessere è stato dato il nome di ecoansia. L’artista si relaziona a questa “cultura della delusione” con un approccio empirico, ponendosi nel ruolo di mediatore tra uomo e Natura attraverso associazioni, ricerca di equilibri e armonie. Lo scopo è quello -come nella pratica dello sciamanesimo nata oltre 30.000 anni fa – di far entrare lo spettatore in profondo contatto con la Natura e gli esseri animali, di cui è parte. Tramite la sua pratica artistica, Dicorato ha avuto modo di visitare zone di ricerca ai margini e nell’ombra, aree dismesse, soggette a cambiamento, dove le rovine sono protagoniste. Nel cercare reperti negli angoli più disparati segue la traccia di un tempo che scorre inesorabile e che porta con sé una visione alternativa. Un ritorno alla natura che ormai è sfumato e obbliga a ripensare i rapporti con l’ambiente intorno a noi, in un modo nuovo, sempre più complesso e strutturato, fatto di strati in continua sovrapposizione. In un certo qual modo l’essere umano è legato a dell’altro: ai suoi simili, ma anche agli animali, alla terra, al mare e al cielo, a tutto ciò che è materia. Questo è ciò che traspare nella visione pragmatica, simbolica e con un’impronta d’ispirazione sciamanica dell’artista. Il risultato di tale ricerca si traduce in mostra, per cui l’artista ha realizzato l’intero display utilizzando grandi tubi di areazione che fungono da supporti scultorei e da indicatori del percorso da seguire, con l’esposizione delle opere di Dicorato messe in stretto dialogo con alcuni reperti animali, accuratamente selezionati insieme alla zoologa Melania Massaro del Museo di Scienze Naturali di Brescia, facenti parte della collezione dello stesso museo.

Davide Dicorato nasce nel 1991 a Milano, dove vive e opera.
Qui ha sviluppato una particolare sensibilità per tematiche quali il rapporto uomo-natura e individuo-società, l’archeologia contemporanea, l’architettura naturale, l’armonia e la disarmonia del tempo in relazione alla memoria, all’identità e all’obsolescenza. Il suo lavoro è caratterizzato da interventi scultorei, processi di assemblaggio e installazioni site-specific sviluppati a partire dalla rielaborazione e manipolazione di elementi naturali e manufatti ai quali viene attribuito un senso altro. L’opera viene stratificata attraverso sintonie cognitive e processi di sperimentazione che creano nuove relazioni e punti di vista.
Tra le esposizioni più rilevanti vanno evidenziate: Who Killed Bambi?, Nuovo Spazio di Casso al Vajont, Casso, e Break-In Temporal Displacement, The Address Gallery, Brescia (2022); From Discipline To Holoboint, Parco Nord, Milano, e BAITBALL(01), Like litte disaster, Polignano a Mare (2020); Don’t look back in anger, Sattelkammer, Berna (2019); Space invader, La Rada, Locarno (2018); Forget about it, Current Project, Milano, e The Great Learning, La Triennale, Milano (2017); Teatrum Botanicum, PAV Parco d’Arte Vivente, Torino (2016).
Tra le residenze sono da ricordare VIR Viafarini-in-residence nel 2018 e Fuocoapaesaggio presso il Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore, per Dolomiti Contemporanee nel 2017.

Condividi: