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Natura Bresciana 2025 – Volume 48

Natura bresciana copertina sito

Indice degli articoli

Dario Marcello SOLDAN, Vittorio PIERONI

TAXONOMIC LIST OF FORAMINIFERA FROM THE VAL MIRADOLO CALCAREOUS FACIES OF THE SAN COLOMBANO FORMATION (PLEISTOCENE, LOMBARDY)

RiassuntoLista tassonomica dei Foraminiferi della facies calcarea di Val Miradolo della formazione di San Colombano (Pleistocene, Lombardia)

La collina di San Colombano, situata nella Pianura Padana centrale, rappresenta un sito geologico di rilievo grazie ai suoi ricchi depositi fossiliferi. Questo studio si concentra sulle facies calcaree della formazione di San Colombano esposta in Val Miradolo, attribuita al Pleistocene Inferiore. L’analisi dettagliata dei campioni ha permesso di identificare 126 specie di foraminiferi, di cui 117 bentonici e 9 planctonici, registrando la maggiore biodiversità segnalata per il Calabriano nella regione Lombarda. Tra le specie più abbondanti si trovano Elphidium crispum e Amphistegina lessonii. Il confronto con altre successioni calabriane, come il Torrente Stirone, Castenedolo e il Torrente Tiepido, evidenzia significative variazioni paleoambientali.

Le associazioni di San Colombano indicano ambienti deposizionali costieri e più caldi, mentre Castenedolo suggerisce condizioni costiere più ristrette, e il Torrente Tiepido riflette ambienti marini più profondi e freddi. I risultati arricchiscono la comprensione dei cambiamenti paleoambientali e climatici del Pleistocene Inferiore nella Pianura Padana, confermando l’importanza di San Colombano come sito cruciale per studi sulla biodiversità.


Guido BRUSA

CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DELLA VEGETAZIONE FORESTALE IN LOMBARDIA: LE ALNETE A DOMINANZA DI ALNUS GLUTINOSA (L.) GAERTN IN PROVINCIA DI VARESE

Riassunto – La ricerca ha esaminato le comunità forestali dominate dall’ontano nero (Alnus glutinosa) in Lombardia, con particolare riferimento alla provincia di Varese. Queste alnete sono di interesse conservazionistico, rientrando nell’habitat 91E0 della Direttiva 92/43/CEE o essendo minacciate di estinzione in Europa. Sono state riconosciute tre associazioni per le alnete alluvionali (Alnion incanae) e altrettante per quelle palustri (Alnion glutinosae). Le associazioni sono state descritte mediante le specie indicatrici (diagnostiche, costanti e dominanti) e le distintive condizioni ecologiche.

Queste descrizioni hanno consentito, anche proponendo una chiave dicotomica per il riconoscimento delle associazioni, di revisionare le conoscenze sulle alnete in Lombardia. Attualmente esiste una lacuna di dati vegetazionali riferiti alle alnete nella parte orientale della regione che potrebbe ospitare altre associazioni riferibili a questo tipo di boschi. Infine, viene sottolineata l’importanza di una mappatura accurata delle alnete nei Piani di Indirizzo Forestale.


Glauco PATERA

LE IDROFITE DELLA RISERVA NATURALE “TORBIERE DEL SEBINO” (LOMBARDIA): BIODIVERSITÀ E CONSERVAZIONE

Riassunto – Questo studio analizza la flora idrofitica della Riserva Naturale “Torbiere del Sebino” (Lombardia, Italia), un’area umida di elevato valore ecologico, la cui biodiversità è minacciata dagli impatti antropici. Il monitoraggio, condotto tra il 2021 e il 2025, ha permesso l’identificazione di 4 alghe caroficee e 19 specie vascolari, tra cui sei nuove segnalazioni per l’area protetta.

Particolarmente rilevante è la prima osservazione di Stuckenia pectinata per il Lago d’Iseo. L’indagine evidenzia differenze nella distribuzione delle specie in relazione al carico trofico delle acque, fornendo inoltre dati fondamentali per le strategie di conservazione e gestione dell’ecosistema acquatico della Riserva Naturale.


Alberto BALLERIO

LA COLLEZIONE DI COLEOPTERA SCARABAEOIDEA (INSECTA) DEL MUSEO CIVICO DI SCIENZE NATURALI DI BRESCIA

Riassunto – Vengono forniti i risultati della revisione e dell’inseri mento in un database della collezione di Coleoptera Scarabaeoidea (Insecta) del Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia.

In tutto sono stati esaminati 4.249 esemplari per 1.830 reperti (intenden dosi per reperto una unità di specie, località e data, rappresentante talvolta più di un esemplare raccolto nella stessa località e data) per un totale di 279 specie. Vengono fornite informazioni sulla composizione sistematica e geografica della collezione e sulla sua storia e possibile valorizzazione. 


Mario GROTTOLO

COLEOTTEROFAUNA DELLA COLLINA DI SANT’ANNA (LOMBARDIA, BRESCIA)

Riassunto – Nel corso degli anni la collina di Sant’Anna, inseri ta nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco delle Colline di Brescia” (Lombardia, Italia), è stata oggetto di uno studio naturalistico, rivolto all’entomocenosi e precisamente alla presenza della coleotterofauna.

Sono state rilevate in totale 54 famiglie, con 238 generi e 347 specie, alcune di rilevanza co munitaria; numerosi sono risultati i taxa nuovi per la provincia di Brescia e una specie, Polydrusus (Scythodrusus) inustus, risulta nuova per la Lombardia e come seconda segnalazione per l’Italia. Per quanto riguarda l’analisi corologica la componente più rile vante è rappresentata da quelle specie ad ampia distribuzione nella Regione Olartica (62,46%), anche se lo spettro corologico della taxocenosi principale risulta, comunque, quello europeo (22.15%). Numerose sono risultate le specie inserite nella Lista Rossa dei Coleotteri Saproxilici Italiani. L’Indice di Similarità di Sørensen tra il territorio indagato e quello della Valle del Carobbio (BS) è risultato inferiore a 0.25, evidenziando una forte diversità tra i due ecosistemi dovuta alle caratteristiche fortemente xerotermiche della Valle del Carobbio.


Claudio PERLOTTI, Mario FERRARI

SEGNALAZIONI FLORISTICHE PER IL TERRITORIO BRESCIANO: 233-242

Riassunto – In questo contributo, vengono presentati alcuni ritrovamenti floristici interessanti per la provincia di Brescia. Sono considerati 10 taxa di cui un nuovo taxa per il territorio bresciano, una riconferma recente di segnalazione storica, sei significativi ampliamenti di areale e due nuove specie esotiche per la provincia di Brescia. Queste ultime risultano nuove anche per la Lombardia. 


Davide PEDERSOLI, Mario GROTTOLO

PRIMA SEGNALAZIONE PER LA LOMBARDIA DI OBEREA PUPILLATA (GYLLENHAL, 1817) (COLEOPTERA: CERAMBYCIDAE)

Riassunto – Nel presente documento si discute brevemente sul ritrovamento di una popolazione di Oberea pupillata. Si tratta della prima segnalazione per la Lombardia.


Carlo CHIARI, Daniele TONELLI

NUOVE SEGNALAZIONI DI ISTRICE (HYSTRIX CRISTATA L., 1758; MAMMALIA, RODENTIA, HYSTRICIDAE) IN PROVINCIA DI BRESCIA (LOMBARDIA, ITALIA SETTENTRIONALE) TERZO AGGIORNAMENTO, 30 SETTEMBRE 2024.

Riassunto – In questo documento, abbiamo riportato i nuovi dati di presenza dell’Istrice in provincia di Brescia (Lombardia orientale), raccolti dal 1 novembre 2021 al 30 settembre 2024 direttamente dagli autori o acquisiti da segnalazioni di un crescente numero di collaboratori, anche occasionali, che in seguito alla lettura delle precedenti pubblicazioni sull’argomento (Bresciaoggi, Giornale di Brescia, Natura Bresciana) hanno fornito un importante numero di dati, sempre accompagnati da fotografie, filmati o tracce certe come il recupero di aculei.

Dalla nuova mappa di distribuzione (Fig. 1) appare evidente come questa specie in forte espansione territoriale cerca costantemente di raggiungere nuovi territori, principalmente le colline bresciane, puntando decisamente in di rezione est-nord-est favorito dalla presenza di un abbondante reti colo idrico che funge da percorso privilegiato. Tutto questo appare evidente nonostante le difficoltà di spostamento causate da una notevole rete di strade battute dal traffico di autoveicoli. Ci sono poi le strade veloci come tangenziali e autostrade che giustamente risultano recintate o presentano altri ostacoli artificiali come le barriere divisorie in cemento impossibili da superare per i selvati ci che causerebbero gravi incidenti. Queste vie, principalmente le strade statali, sono risultate in varie occasioni teatro di collisioni con individui adulti in attraversamento anche per l’assenza di per corsi alternativi come corridoi ecologici (ecodotti) o dissuasori ot tici applicati ai guardrail. Soprattutto questi ultimi sarebbero utili, essendo la specie abituata a spostamenti crepuscolari e notturni, questi risulterebbero di certo efficaci nel mitigare il numero di investimenti, come già si è provveduto in altre regioni. É ormai ben chiaro come questa specie essendo priva di veri e propri pre datori abbia la principale minaccia di mortalità legata alle attività dell’uomo tra cui l’investimento da veicolo (road mortality) o la caccia illegale (bracconaggio). 


Arturo GARGIONI, Pierandrea BRICHETTI, Francesco SOTTILE

RESOCONTO ORNITOLOGICO BRESCIANO 2024

Riassunto – Vengono riportate le segnalazioni ornitologiche più interessanti per la Provincia di Brescia relative al 2024.


Francesco CARNELLI, Elia LIPRERI, Stefano ARMIRAGLIO

L’AILANTO NEL PARCO DELLE CAVE DI SAN POLO E BUFFALORA (BRESCIA): AREE DI COLONIZZAZIONE E TEMPI DI ESPANSIONE

Riassunto – Lo studio analizza la distribuzione della specie eso tica invasiva Ailanthus altissima all’interno del Parco delle Cave di San Polo e Buffalora (Brescia), con l’obiettivo di valutare la re lazione tra la sua diffusione, l’uso del suolo e l’età delle comunità vegetali a struttura legnosa. Il campionamento è stato effettuato in quattro macroaree rappresentative degli ambienti del parco (ex-ba cini estrattivi, aree industriali e aree agricole), quantificando i ra met presenti. I risultati mostrano una densità media di 89 ramet per ettaro, con una concentrazione significativamente maggiore nelle aree soggette a forte disturbo antropico, come le ex cave e le zone industriali, rispetto alle aree agricole.

L’analisi evidenzia inoltre una correlazione positiva tra la diffusione dell’ailanto e le aree boscate di recente formazione, suggerendo che la colonizza zione sia favorita dalle fasi di abbandono successivo all’attività estrattiva, mentre i boschi consolidati e i suoli agricoli offrono una maggiore resistenza all’invasione. 


Alice RAGNI, Claudia GIULIANI, Martina BOTTONI, Fabrizia MILANI, Gelsomina FICO

LA COLLEZIONE DI DIGITALIS L. PRESSO L’ORTO BOTANICO G.E. GHIRARDI: DALLA RICERCA STORICA AL FUTURO RIPRISTINO

Riassunto – L’Orto Botanico G.E. Ghirardi nasce nel 1964 come “Stazione Botanica Sperimentale” della casa farmaceutica milanese SIMES al fine di coltivare piante contenenti principi attivi antitu morali e cardioterapici di interesse farmaceutico. Attraverso un du plice approccio d’indagine è stato possibile ricostruire l’andamento cronologico della popolazione della specie target dell’Orto (Digita lis L. spp.) fino ai nostri giorni ponendo, in particolare, l’attenzione sul progressivo depauperamento di tale collezione e sul tentativo di un completo ripristino della stessa attualmente già in atto. 


Tecla GASTALDI, Antonella SENESE, Beatrice DE FELICE, Stefano GAZZOTTI, Roberto AMBROSINI, Marco PAROLINI

ANALISI DELLA CONTAMINAZIONE DA MACROPLASTICHE LUNGO DIVERSI SENTIERI ESCURSIONISTICI DEL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO

Riassunto – Le materie plastiche, la cui produzione è cresciuta rapi damente negli ultimi decenni, generano quantità di rifiuti difficili da gestire, soprattutto a causa della plastica monouso. La loro di spersione nell’ambiente è ormai diffusa a livello globale, dai mari alle aree montane remote, dove possono degradarsi in microplasti che e accumularsi negli ecosistemi. Per questo lavoro di tesi è stata studiata la presenza, la tipologia e la distribuzione delle macropla stiche nel Parco Nazionale dello Stelvio. 


I NOSTRI LUTTI


Mario GROTTOLO

In ricordo di Fausto Ceni